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Sono affidabili le recensioni degli utenti?

Soprattutto nel commercio elettronico si fa sempre più uso di sistemi di valutazione e confronto per i beni e i servizi e fioriscono sempre più aziende che offrono servizi di opinioni certificate, purtroppo l’affidabilità delle recensioni rilasciate dagli utenti è scarsa e  l’uso fraudolento è sempre più esteso.

Recente è la sentenza che condanna a 9 mesi al titolare di un’attività che vendeva recensioni inventate su TripAdvisor, nel caso specifico le recensioni avevano lo scopo di danneggiare le attività economiche bersaglio delle stesse. E se da un lato si può applaudire alla sentenza – dopotutto si tratta di diffamazione - dall’altra sarebbe necessario legiferare per fermare questo business, colpendo anche i committenti. Senza cadere nella diffamazione sono molti i servizi online che offrono recensioni positive dei prodotti e servizi, like e condivisioni social al fine di “truffare” l’utente finale (Esempio vendita recensioni Faceboook)

Il tuo Sito Web è in regola con la legge n. 88/2009 ART. 42?

Una nuova normativa europea introduce nuovi obblighi, in relazione alla comunicazione, in particolare nel web. Riguarda in particolare le società di capitali, si tratta dell'art.42 Legge n.88/2009, che in relazione alle modifiche dell'art.2250 del Codice Civile, le stesse società devono pubblicare sul proprio sito web:

  1. Oltre la partita iva la sede sociale, deve comparire l'ufficio del registro delle imprese presso il quale la società è iscritta e il numero di iscrizione
  2. Il capitale sociale indicandone la somma effettivamente versata e il capitale esistente dall'ultimo bilancio.
  3. Se la società è in liquidazione, questo deve apparire.
  4. In caso di Spa o di Srl se il socio è unico.

Adempimenti Normativi per l’apertura di un E-Commerce

Il commercio elettronico è suddiviso in due diverse tipologie di attività: la vendita all'ingrosso e vendita al dettaglio, definite dall'art. 4, 1 comma, lettere a) e b), d. lgs. 114/98. Quando si tratta di vendita al dettaglio, il commercio elettronico, essendo effettuato "tramite altri sistemi di comunicazione", rientra nelle "forme speciali di vendita" (art. 18 d. lgs. 114/98).

Per l'avvio dell'attività di vendita al dettaglio online va comunicato al comune* nel quale l'esercente ha la residenza, se persona fisica, oppure la sede legale, con l'indicazione del possesso dei requisiti di accesso all'attività (elencati all'art. 5 d. lgs. 114/98) e del settore merceologico. L'attività può essere iniziata trascorsi trenta giorni dal ricevimento della comunicazione da parte del comune (la mancata risposta equivale all’accoglimento della domanda).

In caso di esercizio congiunto di commercio all'ingrosso e al dettaglio, possibile utilizzare un solo sito Internet, purché ai due tipi di commercio vengano destinate due aree distinte, in modo da non indurre in confusione il potenziale acquirente. Il ministero coglie anche l'occasione per precisare che il decreto 114/98 non si applica agli intermediari, quali gli agenti di commercio e gli agenti di affari in mediazione e alle attività di vendita occasionali. La circolare conclude richiamando l'attenzione sull'obbligo di rispettare, nelle vendite via Internet, la legislazione vigente in materia di tutela del consumatore e, in particolare, le norme del d. lgs. 15 gennaio 1992, n. 50, in materia di contratti negoziati fuori dai locali commerciali e del d. lgs. 22 maggio 1999, n. 185, in materia di protezione dei consumatori nei contratti a distanza.

Inserire un sito in DMOZ e nelle directory serve ancora?

Sto leggendo il libro: "SEO e SEM. Guida avanzata al Web marketing 2° Ed.".  Dove si parla di DMOZ.ORG nelle strategie off page. Personalmente non inserisco più siti web nelle directory dal 2009 quando mi sono accorto che era solo una perdita di tempo (per avere valenza deve essere manuale e con testi sempre originali) e negli ultimi anni Google sembra fregarsene alla grande. Ritengo le directory e in particolare DMOZ solamente reperti di archeologia industriale.

Prestashop: la logica nella gestione delle immagini

Quando andiamo a inserire un immagine in un prodotto PrestaShop 1.5.X/1.6.X e 1.7 va a popolare nella tabella ps_image  i seguenti campi: id_image, id_product, postion, cover dove:

  • il campo id_image è AUTO_INCREMENT
  • il campo id_product è id del prodotto che stiamo inserendo/modificando
  • il campo position è l’ordine in caso di più immagini
  • il campo cover identifica l’immagine di copertina impostando il valore a 1 mentre le altre il valore è 0

Una volta popolato il DB carica l’immagine rinominandola come id_image.jpg  e crea le varie miniature impostate nella tabella ps_imgage_type (Back office > Preferenze > Immagini).
La regola del nome delle miniature è molto semplice le immagini saranno id_image-nomeformato.jpg

Differentemente da altri software di ecommerce per esempio VirtueMart, PestaShop qui complica leggermente allo scopo di rendere più veloce e reattivo il nostro sito di commercio elettronico in presenza di grandi cataloghi. Per farlo non usa una cartella unica per le immagini, ma crea una cartella per ogni cifra del valore id_immage, andando a inserire le immagini del prodotto nell'ultima cartella che corrisponde all'ultima cifra del nostro numero di ID.